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La missione di Gabriele Romagnoli

 Quando ha saputo che stavo per andare qualche giorno a Milano il mio vicino di casa che di nome, tradotto, fa Immortale mi ha chiesto se potevo svolgere una missione per lui. Penso di sì, ho detto. Allora vieni su da me un attimo che ti spiego, ha detto lui, con aria da cospiratore. I portieri di questo palazzo sentono e riferiscono tutto, ha aggiunto confermando i sospetti. Quando siamo saliti mi ha consegnato una busta. Era già pronta. Da quanto tempo aspettava il suo corriere? Erano mesi che cercavo qualcuno che lo potesse fare, il momento migliore è passato, ma è ancora possibile, ha detto Immortale: lì dentro troverai tutto, l'indirizzo a cui andare, le parole esatte da dire, poi fammi sapere come è andata, qui ci sono i soldi. E mi ha messo in mano un'altra busta chiusa.

Non tenerle col passaporto, si è raccomandato, mettile dove non controllano. Sapevo di potermi fidare di te, fin da quando ti ho conosciuto ho capito che era possibile, insomma, che avresti ricambiato il favore.
Il suo "favore" era stato portarmi nel ristorante di pesce segreto con i migliori calamari, cucinati da uno convinto di avere successo perché non ha mai servito alcolici e Allah l'ha premiato.

Sono entrato in casa e ho aperto le buste di Immortale, perchè ci sono più casi reali che film, cominciati così e finiti in un incubo. Nella prima busta c'erano 140 dollari: mica tanto per una missione delicata a Milano. Nella seconda, questo biglietto, che ricopio: "Go to via Pietro Verri 10, close to via Montenapoleone, shop Aldo Bruè, buy me a pair of shoes, art G123 collection 2002-2003, size 42,5, color black. E-mail me immediately after"

Mi sono ricordato di quando è caduto il Muro di Berlino, e di quel sabato in cui tutti i tedeschi dell'Est correvano a Ovest a guardare i negozi di scarpe come fossero la meraviglia negata: art G123, collection 1989. I'll buy you a pair of black shoes, my friend, che tu possa camminarci felice fino a piazza Ramses e poi darti fuoco, Ian Palach d'Arabia, martire Immortale che non uccide ma cade per la libertà della generazione a venire.

PAUSA PUBBLICITARIA: andate a vedere "GOOD BYE LENIN!", senza nostalgia: basta vivere, prima o poi il crollo arriva per tutti

(15 maggio 2003)

Pubblicato il 15/5/2003 alle 18.50 nella rubrica Diario.

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