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Dal blog di Cotroneo

E' tornato Mamurio Lancillotto?

Luis Ferdinand Celine mi scrive che da un po' di tempo gli pare di rileggere il Cotroneo stroncatore, quello che era il critico piu' temuto d'Italia. E che ultimamente gli sembravo un po' ammorbidito.

Ebbene sì sono tornato, ho aperto un vecchio baule che tenevo in una cantina polverosa e fitta di ragnatele, ho estratto da esso (si dice così) la maschera di quel che fu il prode Mamurio Lancillotto da Spoleto, e ho ricominciato a riportare la verita' nelle lande delle patrie lettere.

Scherzi a parte il tormento dello stroncatore me lo porto dietro da almeno 15 anni. Avendone io 42, capisci che non e' cosa da poco. In realtà io il vero stroncatore l'ho fatto per un anno e mezzo. Poi si' ho continuato a parlar male dei libri che non mi piacevano, ma con un tono meno violento e radicale.

Cosa devo dirti. In Italia si perdona tutto a tutti, qualunque cosa. Se dici a uno che e' un assassino, e non e' vero, magari dopo vent'anni ci passa sopra, ma se gli dici che ha scritto un brutto libello di poesie non te la perdona per tutta la vita. Poi tieni conto che la vendetta in Italia e' sempre trasversale. Non solo hai il fuoco incrociato di quelli che hai stroncato (e se sei uno stroncatore vero deve essere un fuoco potente, senno' a che serve...), ma anche dei colleghi di lavoro, dei cugini, degli amici, dei cugini degli amici.

Così ti capita di incontrare qualcuno, di tanto in tanto, che ti guarda in cagnesco, e tu cominci a pensare: che gli avro' fatto? Poi scopri che era amico di uno che io avevo stroncato tredici anni prima. E tutto questo per un anno e mezzo di onorata carriera.

Ma, e questo debbo dirlo, in un anno e mezzo ho fatto degli errori, soprattutto nei toni, e quando rileggo gli articoli che firmavo con lo pseudonimo di Mamurio Lancillotto, sull'inserto domenicale del Sole 24 Ore, non sempre posso dire che mi ritrovo. Ma allora era giusto farlo. Ogni libro di chiunque diventava un capolavoro assoluto, ogni iniziativa editoriale un progetto geniale, uscivano delle cose in libreria da lasciare atterriti. E poi avevo 27 anni...

Tu mi chiederai se oggi avrebbe un senso. E ti rispondo in due modi: il primo e' che l'importanza della letteratura nei cosiddetti media e' talmente scesa, e' talmente inesistente da fermare chiunque. Spariamo addosso a gente di cui nessuno si occupa e si vuole occupare? Impensabile.

Ma c'e' un rovescio. Se alla fine degli anni Ottanta era il trionfo di chiunque oggi e' il trionfo di un autoestablishment che ha in mano fortemente le leve del potere culturale e intellettuale nel senso piu' ampio e politicamente trasversale, oggi e' il trionfo delle lobby vere, di quella sorta di autoesthabliment della letteratura, della carta stampata e della televisione (e dico autoestablishment perche' si e' "eletto" da solo attraverso il gioco di sorreggersi a vicenda). Di quei libri ci si occupa, o meglio di quei libri si occupano molto loro, e tra di loro, attraverso giochetti incrociati smaccati.

Ne ho abbastanza di nemici, e' vero, ma ne ho abbastanza di queste cose. Se mi chiedi con che occhio le guardero' da questo blog, ti rispondo con una battuta che riprende il nome del tuo sito. Con il cannocchiale. Hasta siempre Celine.

Pubblicato il 21/5/2003 alle 15.39 nella rubrica Diario.

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