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Novità editoriali

di Massimiliano Di Giorgio, Reuters
Due storie nere, ambientate nel Sud, in cui compaiono i tentacoli di una mafia tanto rispettabile quanto crudele e dove l'unica fragile speranza resta affidata a una giovane donna. Sono quelle raccontate in due romanzi noir apparsi da poche settimane: "Vittima facile" di Luigi Bernardi e "La breve estate dei colchici" di Serge Quadruppani.
Bernardi, 49 anni, bolognese, di mestiere fa tante cose - critico, traduttore, editor, scrittore, giornalista – ed ha una passione per i fatti criminali. Sociologica, politica, letteraria certamente, ma non morbosa, da "Cronaca vera". (..) La storia è quella di un giovanissimo malvivente, Vincenzino, solo al mondo, abituato a vivere di espedienti, che non ha amici ma sottoposti, che aspira a entrare nel giro grande della criminalità attraverso un rapimento. Ma sbaglia tutto, perché sbaglia vittima e soprattutto perché non ha capito che la 'Ndrangheta non è più la Grande Famiglia, se mai lo è stata, ma una Grande azienda che non vuole eroi, ma executive.
Più articolata la narrazione di Quadruppani, 50 anni, scrittore e traduttore, in particolare di Andrea Camilleri e in passato di Valerio Evangelisti. Il protagonista è Simon, ex detenuto, uscito dalla galera dopo 17 anni per una rapina finita in tragedia, rapina che ha commesso coi suoi amici ventenni imbevuti di ideali rivoluzionari e anarchici, da cui si sente tradito. E di cui vuole vendicarsi ricorrendo all'aiuto di un boss della mala del sud-est francese.

Pubblicato il 29/5/2003 alle 13.8 nella rubrica Diario.

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