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Gianni Riotta e il cambio di direttore


Un giornalista, di solito, non commenta sule dimissioni del suo direttore e sulla nomina del suo nuovo direttore. Lo fa discutendo con i colleghi e le colleghe, ma non in pubblico. Questa l'etichetta, da me condivisa, fino a Internet. Adesso sarebbe ridicolo che voi mi chiediate di Sars e Iraq, d Berlusconi e Inter, di inflazione e vacanze e io vi risponda e poi zitto sulle vicende di casa nostra.
Saro' franco: credo che Ferruccio de Bortoli sia stato un direttore eccellente, per come ha tenuto la barra del Corriere in una direzione di intelligenza, modernita' e indipendente moderazione. Mi manchera' e se davvero va a Rizzoli Libri, come pare, buona ragione per continuare a pubblicare i miei libri con quella casa editrice. E' un uomo pacato e liberale, nel senso che apprezza le critiche e le opinioni diverse. Ed e' gentile nei toni, viru' rara nell'Italia 2003 ma forte nella sostanza.
Per come conosco da anni, e leggo, Stefano Folli, credo che chi si aspetti -come qualche giornale ha anticipato- radicali svolte sia precipitoso. Stefano ha studiato con Spadolini e ha il culto del Corriere come istituzione pungolo per la politica. Non lo vedo affatto svoltare dalla tradizione del nuovo Corriere che direttori diversi, da Stille a Mieli e De Bortoli, Cavallari e Ostellino, hanno, in modo diverso e con diverse personalita', onorato.
Cio' detto e' vero che la liberta' di informazione attraversa in Italia un delicato momento. La nostra tradizione e' gracile, i giornali sono da sempre vicini a gruppi di potere politico o economico e i giornalisti, nel senso anglosassone di cani da guardia dell'opinione pubblica critica (ricordate Habermas?), devono(dobbiamo) ancora maturare. A rendere le cose meno facili il conflitto di interessi del premier Silvio Berlusconi, che controllando tv, giornali e case editrici confonde il confine tra politica e informazione. Dalla Rai a Mediaset non sembra che la critica libera si rafforzi, sembra il contrario, rispetto ripeto a una tradizione non gia' brillante.
Ma ai lettori e alle lettrici del Corriere che scrivono preoccupati io dico di avere fiducia. Ferruccio de Bortoli lascia a Stefano Folli un giornale sano, forte e vivo. Io credo che il Corsera continuera' a battersi per restare il miglior giornale d'Italia per dare il suo contributo di riflessioni e commenti, perche' l'Italia si sviluppi in un paese maturo e responsabile. Vedete non c'e' trucco e non c'e' inganno nel nostro mestiere. Andiamo in edicola ogni giorno, il nostro lavoro e' al vostro esame. Se sbagliamo, e quando sbagliamo, voi ve ne accorgete. Resto ottimista, ma dateci una mano con la vostra attenzione e le vostre critiche perche' la ricchezza finale di un quotidiano non e' la sua storia, i suoi editori, la pubblicita', il direttore, i giornalisti, i tipografi: siete voi, lettrici e lettori. Siete voi il Corriere e la sua garanzia di liberta' e io ho fiducia in voi e nel nostro giornale.

Pubblicato il 31/5/2003 alle 13.37 nella rubrica Diario.

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