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Con l'Occidente contro la globalizzazione

dal blog di Wlodek Goldkorn

Si puo' essere molto critici nei confronti della globalizzazione, essere di ''sinistra'' insomma, senza cadere in un antiamericanismo che spesso finisce per strizzare l'occhio a qualsiasi assassino si presenti come antimperialista. In questi giorni Einaudi ha mandato in libreria un testo molto interessante, scritto da Ulrich Beck, dal titolo ''Un mondo a rischio''.

Beck e' sociologo, insegna all'Universita' di Monaco di Baviera da anni si interroga sugli effetti nefasti della globalizzazione. In questo libretto dice alcune cose chiare. Spiega che l'11 settembre 2001 "e' stato un evento che parla la lingua dell'odio genocida". E prima ancora parla del fallimento, e del ''silenzio della lingua'' (che e' un linguaggio che di solito viene usato quando si parla della Shoah).

E' solo dopo questa premessa, che Beck si inoltra nella critica della globalizzazione e spiega come appunto la nostra societa' sia
ormai a rischio per la mancanza di mezzi adeguati che possono garantire la nostra sicurezza e perche' non ha neanche strumenti linguistici per definire i percoli che incombono. Da leggere per capire e pensare . E per non lasciarsi incantare da facili slogan.

Pubblicato il 11/6/2003 alle 12.52 nella rubrica Diario.

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