Blog: http://celine.ilcannocchiale.it

Cotroneo su Borges

Ci siamo chiesti spesso perché gli accademici svedesi non abbiano mai conferito il premio Nobel per la letteratura al grande Jorge Luis Borges. Pochi giorni fa mi è arrivato un libro di Costanzo Costantini intitolato "Borges, colloquio esclusivi con il grande scrittore argentino", edito da Sovera. E ho capito il perché.
A pagina 51 si legge:
E' al corrente delle migliaia di persone scomparse nel suo paese?
Borges: "Non leggo i giornali, non me li faccio leggere, perché parlano di argomenti che non mi interessano. Dei delitti perpretati nel mio paese ho avuto notizie tardivamente".
Ma non era tuttavia tardi per condannarli?
Borges: "Sono contro i delitti sia di destra che di sinistra, due facce della stessa medaglia".
Ma perché non li ha condannati, fossero dovuti alla destra o alla sinistra?
Borges: "Io sono individualista... Non mi interessa la massa, la società. Io scrivo per un bisogno intimo, per me stesso".
Non crede nella democrazia?
Borges: "La democrazia e' una superstizione basata sulla statistica. Solo gli individui esistono, ammesso che esista qualcuno".
Che dire, parole agghiaccianti. Forse molte di quelle migliaia di persone che sono state trucidate in Argentina, sono diventate oppositori del regime perché avevano letto i meravigliosi libri di Jorge Luis Borges. E avevano creduto nella libertà leggendo la sua letteratura. Ma lui non ha nessuna intenzione di condannare uno dei crimini più spaventosi di questo dopoguerra.
Si poteva dare un premio Nobel a un uomo così, anche se rimane un grandissimo scrittore?

Pubblicato il 14/6/2003 alle 16.0 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web