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Pierluigi Battista vs Luigi Manconi

Pierluigi Battista sulla Stampa attacca l'ex portavoce dei Verdi Luigi Manconi per l'incauto articolo sul ferimento di Indro Montanelli e la censura che fece il Corriere della Sera di Piero Ottone (episodio già descritto su questo blog).

Di seguito la fustigata di Battista:

INDRO NON C’ERA. A Luigi Manconi, solitamente misurato e cortese, deve essere sfuggita la penna di mano. Sull’Unità scrive un articolo adirato per denunciare quello che definisce «un falso storico» (e di conseguenza una cupa «narrazione mitologica»), secondo il quale il Corriere della Sera di Piero Ottone non avrebbe messo il nome di Indro Montanelli nel titolo quando quest’ultimo venne gambizzato dalle Br. Il concitato Manconi non si trattiene: «caricatura non ironicamente deformante, ma irresponsabilmente manipolatoria», «ricostruzione-fiction». E ancora, in un crescendo di indignazione: «uso pubblico delle storielle», «favolistica» e non «storiografia» dove «i protagonisti non sono Rosario Romeo e Renzo De Felice: sono Charles Perrault e i fratelli Grimm». Che foga, che sdegno, che fremiti. «Io l’ho visto», denuncia Manconi: «Io, quel titolo del Corriere della Sera sono andato a verificarlo con i miei occhi». E che titolo ha visto con i suoi occhi il furioso Manconi? Questo: «I giornalisti nuovo bersaglio della violenza - Le Br rivendicano gli attentati». Ahi: c’è il titolo, ma non c’è il nome di Montanelli, che compare nel sommario e poi nel testo dell’articolo (ci mancherebbe altro). Ma non nel titolo. Dunque: c’era il nome di Montanelli nel titolo? No. C’era il nome di Montanelli nei titoli di tutti i giornali di quel giorno tranne il Corriere della Sera? C’era. Era una favola il ricordo dell’assenza del nome di Montanelli dal titolo del Corriere di Ottone? Non era una favola, era un ricordo vero. Giustamente Manconi sostiene che il Corriere (a differenza di tutti, ma proprio tutti i giornali) scelse di mettere in luce la simultaneità di un altro attentato a un giornalista, Vittorio Bruno e dunque di parlare di «giornalisti» e non di «quel» giornalista in particolare, chiamato Indro Montanelli. Scelta discutibile, sebbene solitaria. Resta il fatto che il nome di Montanelli nel titolo non c’era. Non c’era. Non c’era. Perché adirarsi? E chi crede alle (proprie) favole?

Pubblicato il 17/6/2003 alle 15.59 nella rubrica Diario.

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