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Sedurre il mondo

Dal blog di Roberto Cotroneo, prima firma culturale de "L'espresso"

Mi si chiede perche' si scrive, per quale motivo, quale sia la mollta. Bene, vi racconto una cosa. C'e' una storia che racconto spesso ai miei corsi di scrittura. Lo faccio per capire meglio che tipo di studenti ho di fronte. Chiedo: se venite a sapere che un meteorite distruggera' la terra entro un mese, e non rimarr? nessuna forma di vita, continuereste a scrivere il racconto, il romanzo, o soltanto il diario personale a cui state lavorando? Molti rispondono di si, e non sanno che stanno dicendo una cosa non vera.
Non lo fanno in cattiva fede, credono davvero che continuerebbero a scrivere. In realta' questa domanda serve a introdurre il principio basilare di qualsiasi scrittura: si scrive per gli altri, mai solo per se stessi. E soprattutto, si scrive per essere letti. Ora voi direte: e quelli che tengono un diario che non danno da leggere a nessuno? Quelli non scrivono solo per loro stessi? Ma la risposta anche questa volta e' spiazzante: non lo distruggono perche' in fondo al loro cuore sperano comunque di farlo leggere a qualcuno un giorno, un eletto, l'unico magari degno, ma quel qualcuno potrebbe un giorno condividere con loro il piacere della scrittura.
La scrittura e' una forma di comunicazione, non e' una forma di solitudine: si scrive per raccontare qualcosa a qualcuno. Lo si fa all'inizio pensando che quel qualcuno sara' un amico, il fidanzato o la fidanzata. Poi, man mano che si prende coraggio, quel qualcuno smette di avere un volto, e diventa una moltitudine indistinta. A quel punto si capisce che si sta diventando scrittori veramente.
A chi, in questi anni, mi ha chiesto perche' io abbia iniziato a scrivere romanzi ho sempre dato la stessa risposta, che e' la piu' sincera di tutte: io scrivo per sedurre il mondo. E in questo caso la parola sedurre vuol dire innanzi tutto una cosa. Avere l'ambizione di tenere con voi, sulle vostre pagine, un lettore che della vostra vita, dei vostri pensieri e dei vostri desideri non sa nulla. E addirittura, talvolta, non sa neppure che faccia avete. Rubare il tempo del vostro lettore, sapere che quando avra' mezz'ora libera andra' a cercarvi per stare con voi, attraverso quello che scrivete. Questa e' l'ambizione di uno scrittore. Trasformare qualcosa di suo in qualcosa che diventa di tutti, anzi, di piu': in qualcosa che con il tempo diventa ancor piu' dei lettori che di se stessi.

Pubblicato il 17/6/2003 alle 16.29 nella rubrica Diario.

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